RETI PARAMASSI
Il fenomeno del distacco, rotolamento e caduta di masse litoidi rappresenta uno dei più pericolosi ed improvvisi fenomeni di dissesto idrogeologico.
Le aree colpite da tali fenomeni sono spesso oggetto di attività antropiche (infrastrutture, strade, abitati, etc.) e richiedono pertanto idonei presidi geotecnici di intervento per la salvaguardia e la protezione della popolazione, soprattutto nelle aree montane e collinari (Foto 1-6).
Le
opere
di
protezione
paramassi
vengono
solitamente
divise
in
due
categorie:
Opere
attive:
interventi
che
agiscono
direttamente
sulle
litologie
interessate
realizzando
una
mitigazione
degli
effetti
erosivi
di
disgregazione
e
degradazione
superficiale
(rivestimenti
antierosivi,
rivestimenti
corticali,
drenaggi,
etc.)
oppure
un
miglioramento
delle
caratteristiche
di
resistenza
meccanica
dell’ammasso
(chiodi,
tiranti,
rivestimento
e
tirantatura
di
reti
metalliche,
etc.)
Opere
passive:
interventi
per
intercettare,
rallentare
e
pilotare
la
caduta
dei
massi
con
reti
paramassi
(reti,
barriere,
valli
paramassi)
Le soluzioni tecniche impiegate in tali interventi prevedono spesso l’utilizzo di reti a doppia torsione che possono essere utilizzate contestualmente ad altri elementi come chiodi, tiranti, funi in trefoli d’acciaio, bullonature e piastre di ripartizione (Fig. 1).





