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Progettazione e consolidamento di un movimento franoso 

mediante l’utilizzo di tecniche integrate

( Gobbi di Bobbio - Piacenza )

 

Dott. Geol.Lanfranco Zanolini

lzanolini@regione.emilia-romagna.it

Regione Emilia-Romagna - S.T.B. Trebbia Nure - Piacenza

Estratto da Giornale di Geologia Applicata 4 (2006)
 

Riassunto
Il progetto e gli interventi si proponevano la perimetrazione ed il consolidamento (o perlomeno la mitigazione) di zone  sottoposte a grave dissesto idrogeologico, attraverso  l’esecuzione di una serie di briglie, opere di captazione delle  acque profonde e superficiali.
In particolare, in relazione alle trincee drenanti, per le  difficoltà di accesso alla zona, condizioni idro-geologiche  non ottimali, ragioni di sicurezza (non solo per i lavoratori  ma anche, e soprattutto per gli edifici esistenti) e di impatto  ambientale, e la necessità di non interferire (od in minima  parte), con le attività agricole, si è ritenuto di operare una  scelta innovativa, basata sull’utilizzo di trincee drenanti  prefabbricate modulari di nuova concezione.
Le caratteristiche geomorfologiche ed idrauliche,  l’approfondita ed innovativa progettazione (basata anche su  una cospicua raccolta di dati preliminari), le particolari fasi  lavorative, i sistemi di monitoraggio approntati, ed altre  peculiarità, permettono di individuare in questo intervento  un possibile esempio-pilota per la risoluzione di  problematiche simili lungo la dorsa
le.
1. Inquadramento territoriale
Il presente progetto si sviluppa interamente intorno  all'abitato di Gobbi in comune di Bobbio (PC), nell'ambito  dei finanziamenti richiesti ai sensi della L. 267/98 per la  perimetrazione ed il consolidamento di zone sottoposte a  grave dissesto idrogeologico, aggravatosi a seguito del verificarsi degli eventi alluvionali del settembre, ottobre e
novembre 2000 e per questo motivo inserito nella O.M. 3090/00.
Il progetto ha previsto l'esecuzione di una serie di  briglie, di opere di captazione ed allontanamento delle  acque profonde ed una migliore regimazione delle acque
superficiali.
L'abitato di Gobbi è ubicato ad una altitudine di m 520 s.l.m., raggiungibile attraverso la s.c. che si diparte dalla s.s.45 di Val Trebbia. Dista circa 5 Km dal comune di Bobbio e circa 45 Km da Piacenza

 

Veduta aerea dell'area di intervento

2. Inquadramento geologico


Dal punto di vista geologico, la zona nella quale è ubicato  l'abitato di Gobbi è caratterizzata dalla presenza di un  substrato composto dalle Arenarie di Scabiazza -SCB- (U.T.
Cassio - S.u. Scabiazza), costituite da arenarie medio-fini  quarzoso-felspatiche, peliti e siltiti in strati gradati, da sottili  a molto spessi, con locali intercalazioni di marne calcaree  grigie e/o brecce ed arenarie grossolane, di età riconducibile  al Cretacico sup.. Geograficamente, il complesso gravitativo  sul quale è ubicato l'abitato di Gobbi, che si sviluppa  interamente all'interno della formazione delle Arenarie di  Scabiazza, risulta compreso tra il Complesso di Monte  Ragola -CMR- (a Sud) ed il Flysch di Monte Cassio -MCS (a Nord).
Dal punto di vista geomorfologico, il movimento  franoso sul quale è ubicato l'abitato di Gobbi si presenta con una forma ad Y, con i due rami che si biforcano all'altezza  dell'abitato, ha una lunghezza complessiva di circa 800 m,  una larghezza massima anch'essa pari a circa 800 m ed una  pendenza media di circa il 19%. All'interno del complesso  gravitativo, complesso e di forma allungata, si rilevano i segni di diversi corpi di frana, in modo particolare nella zona in cui risulta posizionato l'abitato, che a prima vista può sembrare un crinale, ma più verosimilmente (come peraltro definito dalle indagini ed evidenziato dalle lesioni ai fabbricati), risulta il punto di convergenza delle parti sommitali di almeno due movimenti franosi ed il fianco di altri due. Idrograficamente, nella zona di interesse sono presenti alcuni corsi d’acqua minori coincidenti con i fianchi dei movimenti franosi che recapitano, dopo qualche  chilometro, nel Fiume Trebbia, il quale funge da collettore  principale. Nella fattispecie, la zona dei Gobbi è delimitata  a Nord ed a Sud da due corsi d'acqua, che individuano  molto precisamente i contorni dell'intero complesso, il più  importante dei quali è il Rio degli Antarelli, che ne definisce il confine meridionale e che scorre nella vallecola omonima tra l'abitato di Gobbi e quello di Antarelli. Il Rio degli Antarelli, nel tratto a valle dell’abitato di Gobbi, a
causa della eccessiva pendenza (che in alcuni punti raggiunge anche il 13%) e delle scarse caratteristiche geomeccaniche interne dei materiali attraversati, presenta dei fenomeni erosivi di un certo rilievo che si ricollegano ai fenomeni franosi in atto.
Nel complesso i terreni intorno all'abitato, comunque,  non presentano segni che definiscano la presenza di un  movimento franoso attivo e veloce (rigonfiamenti,  fenditure, nicchie di distacco, ecc.), segno che l’incedere del  corpo gravitativo è abbastanza lento e si sviluppa all’interno  di un materiale plastico che si modella durante la sua  evoluzione. I segni sono visibili nei corpi ben più rigidi dei  circa 20 fabbricati, nei quali, l'andamento e la direzione  delle lesioni sono serviti a definire abbastanza  compiutamente lo sviluppo superficiale e la direzione dei  corpi di frana (almeno per la parte relativa all'abitato),  suffragati successivamente dalle letture strumentali
 

3. Indagini geognostiche
Sono stati realizzati 5 sondaggi geognostici nella zona dell'abitato, di cui 1 a carotaggio continuo e 4 a distruzione  di nucleo, spinti a profondità variabili tra i 21 ed i 42 m dal
p.c. e attrezzati rispettivamente: 2 con tubi inclinometrici, a profondità, rispettivamente di 30 e 40 m e 3 con piezometri a cielo aperto a 30, 26 e 21 m. In due fori di sondaggio sono state altresì eseguite prove idrauliche tipo "Lefranc" a carico variabile, a profondità tra 8 - 9 m e tra 4,4 - 5,4 m. In linea generale i sondaggi hanno definito che il substrato è  mediamente ubicato a profondità anche notevole di diverse decine di metri. Il sondaggio eseguito a carotaggio continuo fino alla profondità di 30 m, definisce un'alternanza di livelli con ciottoli calcarei o con veri e propri trovanti, immersi in una matrice limoso-sabbiosa, con argille,  argilliti, fino a marne. La parte più umida dei terreni è confinata nei primi 15 - 20 m di profondità.
Le due prove "Lefranc", hanno fornito risultati molto omogenei, a testimonianza della presenza di terreni semipermeabili (almeno nella parte più elevata del  complesso gravitativo).
La conformazione morfologica, anche sotterranea, a  dosso, favorisce una lenta veicolazione delle acque verso i  ricettori laterali. La presenza di setti più impermeabili  consentono l’accumulo di acqua lungo questi piani, fino al  superamento del limite di equilibrio, favorito anche  dall’incipiente azione erosiva (e quindi di scalzamento del
versante) del Rio degli Antarelli.
Le letture inclinometriche hanno infatti evidenziato la  presenza sostanziale di due piani di taglio attuali, alla  profondità rispettivamente, di 11,5 e 20 m circa dal p.c., in
corrispondenza di livelli argillosi molli e parti sottostanti  più compatte.
La soggiacenza della falda è sempre stata abbastanza  alta, anche a distanza di tempo da fenomeni meteorici  importanti, a conferma della notevole capacità di  immagazzinamento del substrato e la presenza di una  circolazione idrica sotterranea presumibilmente a più livelli,  ma che riguarda, come già evidenziato, principalmente la
parte più "superficiale" dell'ammasso franoso.
E’ stato cosi ricavato il modello geometrico di un corpo  franoso di enorme spessore, abbastanza plastico, all'interno  del quale si sono sviluppati numerosi fenomeni di ripresa  parziale e localizzata a profondità diverse.

4. Il progetto di intervento
L’intervento di mitigazione, essendo improponibile il  consolidamento definitivo per costi e volumi coinvolti, è  stato finalizzato all’alleggerimento idraulico del versante ed  alla ricalibratura del Rio degli Antarelli al fine di eliminare i  fenomeni erosivi e di scalzamento al piede operato dallo  stesso e si suddivide in due parti principali: (A) captazione ed allontanamento delle acque profonde che veicolano al di sotto dell’abitato, mediante impostazione di opere drenanti; (B) realizzazione di briglie lungo l’asta del Rio. Fig.2.

 

Il progetto di intervento inerente la zona dei drenaggi

 

Le scelte progettuali sono la risultanza di una serie di considerazioni che hanno riguardato in modo particolare:

- L’aspetto ambientale;
- La vocazione agricola dei terreni interessati (e quindi la necessità di sviluppare interventi scarsamente impattanti dal punto di vista della movimentazione del terreno);
- La sicurezza dei lavori e delle operazioni connesse;

- La presenza di una rete stradale non idonea al transito di mezzi pesanti

 

Zona collettamento dreni sub-orizzontali con i pannelli drenanti, prima del ripristino finale Zona collettamento dreni sub-orizzontali con i pannelli drenanti, prima del ripristino finale Particolari briglie in gabbioni con gaveta


Sulla base di quanto esposto, si è ritenuto quindi  opportuno sviluppare una rete di drenaggi in trincea, spinti  fino a 5 m di profondità dal p.c. intorno all’abitato, al fine di
evitare la veicolazione di acque negli strati più direttamente  connessi con le abitazioni. Fig.3-4
Essendo presente uno strato particolarmente molle intorno agli 11 m di profondità dal p.c. lo si é drenato attraverso l’impostazione di dreni suborizzontali che, a partire dalla pendice meridionale dell’abitato, si sono sviluppati per circa 30-40 m, senza interessare i fabbricati, al fine di evitare cedimenti collegati al fenomeno di
consolidazione o interferenze con i sottoservizi. Per quanto riguarda i drenaggi in trincea, essendo la loro funzionalità direttamente proporzionale alla vicinanza degli stessi con
l’elemento da proteggere sono stati eseguiti vicini all’abitato. In ragione delle esigenze indicate in precedenza, si è ritenuto di operare una scelta innovativa basata sull’utilizzo, in luogo della trincea drenante tradizionale  (ghiaia + tubo + geotessuto), di pannelli drenanti. Fig.3.  Le briglie sono state realizzate in gabbioni riempiti con
ciottolame di fiume di idonea pezzatura ed i massi utilizzati  a formazione della platea ed a rinforzo delle sponde in  prossimità delle spalle sono stati posati a secco e quindi il  calcestruzzo è stato utilizzato per la sola formazione delle  copertine delle gavete. Fig.5.


In sintesi, il progetto realizzato, dell’importo totale di 413.165,52 Euro lordi, ha previsto la realizzazione di:
- N. 5 briglie in gabbioni complete di soglie e protezioni laterali di sponda in massi;
- 780 m di drenaggi in trincea realizzati con pannelli drenanti e relativi “camini drenanti”;
- 1.200 m di dreni suborizzontali.
A corollario dei lavori principali descritti, sono state realizzate numerose opere secondarie propedeutiche alla corretta esecuzione e funzionalità degli stessi.

 

Pannello drenante tipo Gabbiodren

Particolare drenaggio B: allineamento pannelli drenanti tipo Gabbiodren con camini orizzontali

Particolare drenaggio A: pannelli drenanti tipo Gabbiodren con camini verticali, assemblati e calati nello scavo a sezione obbligata

 

L’utilizzo del pannello drenante ha presentato notevoli  vantaggi, sia per quanto riguarda la posa in opera che per il  rispetto dell’ambiente. Fig.6.
La maggiore sicurezza, che si è tradotta anche in un  risparmio economico, è legata al fatto che i pannelli  drenanti, comprensivi della sottostante guaina che  sostituisce la condotta di fondo dei drenaggi tradizionali con  ghiaia, si assemblano a bordo scavo e vengono calati nella  trincea dall’esterno senza che gli operai entrino nello scavo.
Fig. 7.  Gli stessi pannelli presentano anche una maggiore  facilità di movimentazione in opera, pesando ognuno circa  20 kg. e quindi possono essere anche trasportati a mano e  risultando di dimensioni geometriche definite, hanno  consentito di realizzare scavi di dimensioni più modeste  abbattendo quindi, sia i costi relativi, sia l’impatto
derivabile dalla mancata fruizione del terreno agricolo.  Infine, la riduzione dei carichi ha fatto si che la viabilità  locale non venisse compromessa. La riduzione della
superficie filtrante rispetto al corrispondente drenaggio in  trincea tradizionale, è stata compensata attraverso la posa in  opera (sempre al di fuori dello scavo) di pannelli con  funzionalità di “camino drenante”, i cui interassi sono stati  definiti sulla base della tipologia dei terreni attraversati.
In ogni caso, al fine di non interferire con alcuna pratica  agricola, il terreno fertile nei dintorni della trincea è stato  accantonato e lo strato di terreno sovrastante il drenaggio, a lavori ultimati, non è mai stato inferiore ad almeno m 1.
Relativamente ai drenaggi suborizzontali, nella parte  meridionale dell’abitato è stata realizzata una batteria di  dreni ortogonali al versante, che sono stati fatti collettare
lungo una linea di pannelli drenanti che convergono verso  un pozzetto e da qui verso il ricettore naturale più prossimo.
Al termine della lavorazione, l’intero sistema è stato  ricoperto dal terreno precedentemente asportato e quindi  l’impatto visivo è risultato pressoché nullo.
Le briglie sono state realizzate in gabbioni al fine di  minimizzare l’impatto ambientale ed in questo caso i carichi  di ciottolame sono stati deviati sulla viabilità interpoderale,  a tale scopo ripristinata.
Dopo 12 mesi circa dal termine dei lavori, le opere impostate funzionano correttamente. Per quanto inerente i drenaggi (in trincea ed i dreni suborizzontali), veicolano acqua anche durante i periodi di relativa siccità; le briglie e le opere accessorie in alveo, hanno stabilizzato la quota di fondo ed il deflusso delle acque è regolare ed i dissesti che riguardavano le abitazioni non hanno subito peggioramenti.

  Progettazione e consolidamento del movimento franoso in località Gobbi di Bobbio (Piacenza)
 

  Disegni tecnici

 

Schemi tipologici opere di drenaggio con trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™

 

   Schede tecniche

 

Catalogo generale sistema GABBIODREN™

 

Scheda tecnica GABBIODREN™ 300-50

 

Scheda tecnica GABBIODREN™ 300

 

   Manuali tecnici

 

 

Manuale tecnico trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™

 

 

Manuale tecnico software " Gabbiodren Project " trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™

 

  Voci di capitolato

 

 

Capitolato trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™ 300-50

 

 

Capitolato trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™ 300

 

 

Capitolato guaina impermeabilizzante per trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™

 

  Analisi prezzi

 

 

Analisi prezzi trincea drenante prefabbricata sistema GABBIODREN™

 

  Casi applicativi

 

Opere di sistemazione fondiaria per impianto di vigneti ( Acqui Terme - AL )

 

Cintura drenante a protezione di edilizia residenziale ( Pontremoli - MS )

 

Progettazione e consolidamento del movimento franoso in località Gobbi di Bobbio (Piacenza)

 

Sistemazione strada interessato da un fenomeno franoso ( Bistagno - AL )

 

Sistemazione di aree collinari in frana ( San Marcello di Camerino - MC )

 

Opera di stabilizzazione versante ( Ozzano Taro - PR )

 

Realizzazione di drenaggi in frana ( Mondovi - CN )

 

Cintura drenante a protezione di una abitazione privata ( Alassio - SV )

 

Ricostruzione e drenaggio di pendio in frana ( Casalecchio di Reno - BO )  

 

Il sistema drenante modulare GabbiodrenTM accessoriato di guaina impermeabile è tutelato da brevetto europeo n°. 0952257

 

 

 

 

 

 

 

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